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Il linguaggio dei fiori- Il papavero

martedì, novembre 29, 2011

Siam ben lontani, ormai, dalla stagione dei papaveri. Ma mi risuonavano nella testa ricordi fanciulleschi, di corse nei campi vicino alla casa della nonna dove, con gli altri bambini, coglievamo i papaveri facendo volare i petali rossi ed usavamo i pistilli come timbrini con cui ci decoravamo mani e braccia. E poi la canzone che mi cantava sempre mia madre:

“lo sai che i papaveri

son alti, alti, alti,

e tu sei piccolina, e tu sei piccolina

lo sai che i papaveri

son alti, alti, alti,

sei nata paperina, che cosa ci vuoi far?”

Sfogliando il mio adorato libro sul linguaggio dei fiori di Sheila Pickles scoprirete che il significato di questo fiore è eccentricità:

“Nel linguaggio dei fiori il Papavero rosso vuol dire Eccentricità; il Papavero bianco da oppio dell’Asia significa Sonno. Alcuni pensano che il nome latino, papaver, venga da “pap”, pappa, poiché il suo succo veniva messo nella pappa dei bimbi per indurli al sonno.

Il Papavero era a volte detto Rosa rossa di Cerere perché gli antichi romani credevano che fosse coltivato da Cerere, la dea del grano: essa è infatti sempre rappresentata con papaveri e grano, che offriva in sacrificio agli dei. […] Da alcuni i papaveri sono detti Soldati perché richiamano le giubbe scarlatte indossate un tempo dai militari. Vi è in ciò una certa ironia, poiché essi ci ricorderanno sempre la Grande Guerra, quando spuntavano a coprire i corpi di coloro che si erano coraggiosamente battuti sui campi di battaglia.”*

Quest’ultimo significato non può non rimandarmi ad un’altra canzone di De Andrè, un bellissimo inno al pacifismo,“la guerra di Piero”:

“Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi,
ma sono mille papaveri rossi.”

Da temi così tristi, ritroviamo l’allegria nei meravigliosi dipinti di Monet dove sono soventemente presenti distese di splendidi papaveri rossi.

Dedico questo post all’affezionata lettrice cipriarétroista Lia, grande amante dei papaveri.

*Pickles Sheila, Il linguaggio dei fiori in prosa e in versi, Roma, Gremese Editore, 1995, p 83.

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19 commenti

  1. Martina dolcissima,
    che tuffo al cuore! Grazie per le preziose attenzioni che mi riservi sempre! Permettimi di contribuire a questo graditissimo post... Dal Florario di Alfredo Cattabiani, scopro che il papavero sarebbe anche simbolo del potere politico, non a caso una leggenda vuole che Tarquinio il Superbo, per spiegare al figlio come conquistare il potere, avesse dato l'ordine di abbattere con un bastone i papaveri più alti del suo giardino: in questo caso, i papaveri erano l'equipollente dei cittadini più autorevoli e potenti, i primi da eliminare per governare incontrastati. Non è casuale che nel linguaggio comune si usino espressioni come: «Gli alti papaveri della politica», oppure «Ha ottenuto quella tal carica grazie a qualche grosso papavero»...
    La tradizione popolare, invece, voleva che un petalo di papavero fosse usato come prova di fedeltà in amore: posto sul palmo della mano e colpito da un pugno, doveva produrre uno schiocco, prova che l'amato era effettivamente fedele.
    I papaveri mi ricordano l'infanzia trascorsa in campagna, i giochi in loro compagnia nei prati e, in particolare, le sensazioni tattili ed olfattive che ne ricavavo: i boccioli pelosetti, i petali simili ad un tessuto lievemente stropicciato, che macchiavano le dita di rosso... E quel profumo che di certo non è gradevole come quello d'una rosa, ma è particolare, sicuramente eccentrico, per ricollegarmi alle parole di Sheila Pickles.
    Il quadro di Monet poi, è in assoluto tra i miei preferiti... Ancora grazie!

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  2. Marti , che bello questo ricordo dei timbrini con i piccioli dei papaveri...sulla fronte per quanto mi riguarda ... questo ricordo appartiene anche a me !

    Non amo particolarmente il papavero come fiore , ma un campo pieno di papaveri è indubbiamente di grande effetto .

    un bacio
    http://memyselfandanautumnday.blogspot.com

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  3. Marti, i miei commenti sono spariti :(
    Ci riprovo!
    Le canzoni che hai citato hanno fatto da colonna sonora anche alla mia infanzia :)
    I miei fiori preferiti sono l'orchidea e la rosa, che evocano femminilità (seducente la prima, elegante la seconda).
    Il papavero, invece, mi ricorda una gonna a ruota di quando ero bambina... sul fondo aveva disegnati flessuosi papaveri rossi :)

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  4. Belli i papaveri, così delicati e colorati...mi fanno subito pensare alla campagna! E quel quadro, ne ha una riproduzione anche mia mamma in salotto: bellissimo!

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  5. Un'infanzia trascorsa in campagna è sempre ingentilita dalle corolle di chiffon dei papaveri... anche voi aprivate quelli semichiusi per vedere i petali con "effetto goffrato"?

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  6. Annita, assolutamente sì! E la mia perversione continuava facendo le treccine alle barbe delle pannocchie... :)

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  7. Le treccine da rasta alle pannocchie... antropologicamente area zuni-anasazi

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  8. Cara Annita,
    sugli Zuni ho letto in Marcel Mauss e Durkheim relativamente a «Su alcune forme primitive di classificazione» [1901]; poi in Ruth Benedict relativamente a «Patterns of Culture» [1934], dove distingue tra Zuni e Kwakiutl e, ricorrendo alla terminologia mutuata da Nietzsche, definisce apollinei i primi e dionisiaci i secondi... In tutto ciò i Dobu, studiati dal marito Reo Fortune in «Sorcerers of Dobu» [1932], non ho mai capito cosa ci azzeccassero (modo indiretto per chiederti lumi)... Parimenti non riesco a cogliere il nesso tra le treccine rasta e gli Zuni (ma sono più curiosa di una scimmia!) … Può avere una certa pertinenza la loro particolare abilità nella tessitura su telai?
    Spiegami, vuoi? : )

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  9. Errata corrige: Reo Fortune era il secondo marito di Margaret Mead!
    Chiedo ancora scusa per l'incursione...

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  10. La tessitura (anche in altre culture dell'età del bronzo vedi la tela di Penelope, il mito di Aracne, Holda che dona il lino all'umanità, la stessa Frigg con la conocchia) è connessa al Fato e ai miti di creazione e sostegno della realtà (cfr il velo di Maia), intrecciare due sostanze in sè inerti per ottenerne una terza vivente perchè ha struttura. Ti vedo più saussuriana e strutturalista che funzionalista...o sbaglio?

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  11. Diciamo che m'impongo un certo rigore, diversamente la parole prevarrebbe sulla langue! ; ) Nonostante ciò, la mia propensione alla serendipity gode di perfetta salute... e ho un debole per le sinestesie alla Lévi-Strauss! : ) Non so nemmeno io cosa sono... Dovrei? ; )

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  12. Bene cara Lia ma ora torniamo ai papaveri... per le sue proprietà fiore degli inferi e del contatto col divino... ma anche bellissimo objet d'art, le varietà ornamentali da giardino rivaleggiano con le peonie per tavolozza di colori e macro corolle doppie e stradoppie... e quello himalaiano (gen. Meconopsis) è addirittura BLU!

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  13. Splendido il papavero, ancor più nel mese di luglio, quando la sua vista si accompagna a quella dei fiordalisi e del grano!
    E come non mensionare, in tal proposito, "la guerra di Piero"? Meraviglioso pezzo, ricco di significato!
    Buon fine settimana cara Martina!

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  14. I papaveri blu proprio mi mancavano! Sono andata a vedermeli in rete: che meraviglia!
    Così come sono splendidi i fiordalisi... Tra i fiori che mi sono stati donati ed ho apprezzato di più, ricorderò sempre una composizione di fiordalisi, spighe e rose che un signore dall'animo delicato aveva improvvisato per me, semplicemente fermando l'auto ai bordi di un campo di grano e aggiungendo, successivamente, alcune profumatissime rose rubate al suo giardino...

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  15. ♥ LIA, sono proprio felice d'averti fatto cosa gradita e il tuo appassionato commento è la prova di quanto ami quest'eclettico fiore. :)Grazie per aver integrato con ulteriori informazioni!

    ♥ Caffelatte, così tu li facevi in fronte i timbrini? Quasi a simulare un bindi indiano :)

    ♥ MarinaD, chissà che meraviglia la tua gonna a ruota con i papaveri! Non ti preoccupare.. ci sarà tempo anche per rose ed orchidee!L'idea di questa "rubrica" è di andare a scoprire pian piano tutti i fiori. :)

    ♥ Arianna, anche a me evocano immediatamente la campagna. Che bel sprazzo di luce Monet in salotto!

    ♥ Annita, petali con effetto goffrato.. che morbidezza!

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  16. ♥* Annita&Lia, mi era sfuggito Reo Fortune come secondo marito della Mead.. l'avevo sempre associata a Gregory Bateson.

    ♥ Annita, il papavero blu himalayano blu proprio mi mancava! A proposito di Himalaya.. come si comporta la porta tea light di sale rosa?

    ♥ Silvia, assieme ai fiordalisi ed al grano è proprio meraviglioso. "La guerra di Piero" è un bellissimo pezzo, se leggi con attenzione troverai il riferimento anche all'interno del mio post :)

    ♥ Lia, i mazzi "improvvisati" sono i più belli e graditi. Rubati alla natura o in un giardino, non hanno quell'aspetto incellophanato di quelli che si trovano spesso dai fiorai, magari anche spruzzati di spray lucidante.. orrore! Mi hai dato l'idea per un nuovo post :)

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  17. Lia quanto ti invidio il cavaliere che ti omaggia con rustico bouquet! Queste sì che sono avventure (nel senso arturiano). Niente secondo me eguaglia la bellezza della fioritura di erbe spontanee nei prati, nessun giardino di Lenôtre o Lord Russel ne può oscurare la grazia. Marti prinzessin proprio ieri la luce diffusa dal salgemma himalaiano insieme a un incenso alla rosa hanno aperto una "finestrella temporale" sulla serenità.

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  18. ...e l'Himalayan Blue Poppy ha perfino un sito dedicato: http://www.meconopsis.ca/ è veramente cipriaretroista ammirare un papavero blu che (cito dal sito) Vita Sackville-West definiva "the dream of every gardener". A proposito avete letto il suo "Un giardino per tutte le stagioni"? Marti è un personaggio ben degno della tua sezione Icone del passato, ha avuto una vita incredibile, fece parte del fecondo milieu culturale anglo-cosmopolita fra le due guerre, fu raffinata poetessa e scrittrice e "arbitra elegantiae" non solo in fatto di giardini e architettura del paesaggio.

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  19. bello ma non sono i miei fiori preferiti:i miei fiori preferiti sono la viola e la rosa.

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