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Jackie Kennedy Onassis

martedì, novembre 15, 2011


Nessun altro aveva il suo stile, nessuno parlava come lei, o metteva tanta originalità nel fare le cose”
disse Edward Kennedy: stava parlando di Jacqueline Lee Bouvier, meglio conosciuta come Jackie Kennedy Onassis. La meravigliosa Jackie, nacque a Southampton (stato di New York) il 28 Luglio del 1929. Proviene da una famiglia molto ricca che le dà l’opportunità di vivere agiatamente ed avere un alto livello d’educazione; sin da bambina nutre un grande amore per la letteratura e per l’arte, anche per merito del prozio Michel Bouvier che da grande collezionatore d’oggetti rari e antichità si rivela un ottimo insegnante. Nel 1935 Jackie entra nell’ambita Miss Chapin school: una rigidissima scuola per fanciulle di buona famiglia, dove vengono impartite lezioni di materie classiche, storia dell’arte, economia domestica e buone maniere. Da lì frequenta le scuole più prestigiose, è un’eccellente studentessa, legge moltissimo è scrive poesie, tanto da vincere un premio come migliore allieva in letteratura. Quando le viene chiesto di scrivere le sue ambizioni nell’annuario della scuola, scrive “Non diventare una semplice casalinga”. E’ una giovane donna carismatica, capace di impressionare fortemente tutti quelli che incontra; nel 1947 a Newport viene nominata la debuttante dell’anno: “Jacqueline Bovier: possiede grazia, cultura e intelligenza”.

Fa un viaggio per l’Europa e s’innamora perdutamente di Parigi: qui seguirà i corsi di storia della Sorbona e storia dell’arte alla Scuola del Louvre.

Si laurea alla George Washington University con una predilezione per storia dell’arte e francese.

Intorno al 1951, ha una relazione con un giovane broker di Wall Street, John Husted, con cui dovrebbe convogliare a nozze.. ma Jackie ha paura di vivere una vita “troppo tranquilla” e di perdere la sua indipendenza, così gli restituisce l’anello. E’ destinata a matrimoni ben più movimentati. Nel 1953 sposa John Fitzgerald Kennedy, un ambitissimo partito, un politico brillante e colto. Jackie diventerà la carta vincente nella sua gara per le elezioni: è elegantissima, affidabile, erudita e poliglotta. I Kennedy vengono definiti “la nuova famiglia reale americana”: Jackie a soli 31 anni è first lady degli Stati Uniti ed è amatissima. Ha spodestato l’idea della bionda tutta curve pin up degli anni ’50 per fare spazio a una bruna slanciata e iperattiva. Ricrea un nuovo ordine all’interno della Casa Bianca,, fa restaurare antichi mobili, rarità e opere d’arte. Incoraggia gli investimenti sulle Arti tanto da diventare un ufficioso Ministro della Cultura.

Tuttavia gli anni con Kennedy non furono così felici.. dovette sopportare un marito fedifrago e spesso assente, oltre alla morte di due bambini, Arabella e Patrick. Jackie soffrì di gravi depressioni che culminarono con l’assassinio del marito, nel 1963. A 34 anni Jackie Kennedy è vedova. A partire dal 1968 inizia la frequentazione col miliardario Aristotele Onassis, che la paragona ad un diamante: “fredda, dai profili acuti, focosa e ardente sotto la superficie”. Ma anche questo matrimonio non porta felicità: il fantasma non solo del passato di Maria Callas (grande amore di Onassis) e svariati problemi, tra cui la morte precoce del figlio di Onassis, rendono la relazione sempre più difficile; Ari morirà nel 1975 lasciandola ancora una volta sola.

Ma ora Jackie, a 46 anni, ha maturato una nuova consapevolezza: “Ho sempre vissuto attraverso gli uomini. Ora mi rendo conto che non posso accontentarmi di questo”. E così si butta sull’editoria dove ha un grande successo, soprattutto grazie alla sua immensa cultura letteraria e la passione per la scrittura.

Il primo libro è del 1976 e s’intitola “Remember the Ladies: Women in America”, opera che segna l’inizio di una ventennale e fortunata carriera di editrice.

Dopo tanti anni tormentati, trova un nuovo equilibrio e un compagno fedele e protettivo: Maurice Tempelsman. “La prima volta ci si sposa per amore, la seconda per i soldi e la terza per avere compagnia”.

Gli ultimi anni saranno sereni, guastati dalla malattia che giungerò nel 1993: Jackie s’ammala di cancro che la porterà via in meno di un anno. Il suo ultimo volere, dopo un grave malore, fu di essere riportata a casa in mezzo ai suoi ricordi più cari, le foto, i libri, i manoscritti, gli oggetti d’arte… il 19 Maggio 1994 moriva un mito.

Immagini: 1 -2- 3


Nella mia libreria:

♥ Yann- Brice Dherbier e Pierre- Henri Verlhac, a cura di, Jackie: immagini di una vita, Vercelli, White Star, 2007.

♥ Caroline Kennedy, a cura di, The best-loved poems of Jacqueline Kennedy Onassis, New York, Hyperion, 2001.

Jaqueline and Lee Bouvier,One special summer, New York, Rizzoli International, 2005. (prima pubblicazione nel 1974)

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7 commenti

  1. grazie per la visita
    Forse Jackie avrebbe fatto meglio a sposare l'anonimo broker...chissà...
    davvero interessante questo post
    Buona serata
    Mari

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  2. Non conoscevo la storia di questa donna,
    bella ed interessante,
    così come solo poche figure femminili del passato sanno essere, o meglio ancora, riescono ad emergere!
    E' sempre un piacere leggerti!
    Un caro saluto
    Silvia

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  3. Anche io ho sempre ammirato sia lo stile che la personalità di Jackie che ha ci insegnato come lo charme e l'eleganza siano una sottile alchimia culturale in equilibrio fra sprezzatura e costruzione. Per la cronaca è uscito da poco negli U.S.A. a cura della figlia "Jacqueline Kennedy: Historic Conversations on Life with John F. Kennedy". Speriamo sia presto tradotto e distribuito anche da noi, è la trascrizione di interviste rilasciate a A. Schlesinger Jr e contenenente anche una serie di inedite opinioni di Jackie sui potenti dell'epoca.

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  4. ... Non credo che Jackie avrebbe corso il rischio di una vita "troppo tranquilla", indipendentemente dalle sue scelte.

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  5. Grazie per questo interessantissimo post che ci fa percorrere la vita di una donna speciale, Marti.
    Jackie è diventata un'icona di Stile per cultura e personalità più che per bellezza... uno splendido esempio per le donne "normali" ma non "comuni" :)

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  6. ♥ MARICREA, in realtà John Husted non era così anonimo, era un ottimo partito, ma forse Jackie sapeva che la vita aveva in serbo tutt'altro per lei :)Auguro una bella serata anche a te!

    ♥ PORCELAINWINTER, è vero, in poche riescono ad emergere e soprattutto a rimanere indelebili.. ma se JAckie c'è riuscita un motivo c'è ;)

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  7. ♥ ANNITA, a saperlo me lo facevo portare da Boston! Sarei molto curiosa di sapere cosa pensava la First Lady di certe personalità del tempo. Farò in modo di trovarlo e poi, ovviamente, te lo passo :)

    ♥ LIA, credo anch'io.. una vita sicuramente non routinaria e piatta. NB.non consigliata ai deboli di cuore!

    ♥ MARINAD, sono felice che ti sia piaciuto questo sunto della vita di Jackie. Hai ragione, lei mostra proprio come si possa brillare a prescindere da una vana bellezza. Cultura e personalità mi sembrano un binomio eccezionale. (e sono anche il nome di un filone di studi di antropologia americana ;)

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