bon ton

BON TON: in fila in posta, in banca, uffici statali...

venerdì, gennaio 20, 2012

In questi giorni mi è capitato di fare file lunghissime ed interminabili per adempiere alcune pratiche, il che mi ha consentito di poter osservare con attenzione gli aspetti più selvaggi della razza umana. Capisco perfettamente la frustrazione di dover attendere il proprio turno in locali affollatissimi (e spesso, ahimè, maleodoranti) così come di doversi trovare di fronte ad impiegati statali che 45 secondi prima dello scattare dell'ora di chiusura esordiscono con: “Oh bhé, io però chiudo” e voi magari, come la sottoscritta, siete in attesa da 2 ore e mezza con il vostro foglietto in mano con la triste prospettiva di dovervi ripresentare e ri-aspettare... ma dopotutto le nostre care buone maniere non dobbiamo dimenticarle.

Non bisognerebbe:

1)Sbuffare come una locomotiva: siete in fila, è noioso e stancante, ma non velocizzerete le pratiche facendo facce scocciate e sbuffando in continuazione.

2) Turpiloqui: mantenere la calma , offendere a destra e manca non porta alcun risultato. Non siete soddisfatti del servizio? Vi sono fogli da compilare per reclami e suggerimenti, come indirizzi e-mail di superiori a cui rivolgersi.

3) I furbetti: cercare di saltare la fila in ogni modo, magari approfittando di un momento di confusione generale per intrufolarsi, è davvero di pessimo gusto.Non è valido neanche lo scambio biglietto: giusto l'altro giorno mi sono imbattuta in un signore in fila in posta che, vedendo una signora affaticata che diceva ad alta voce che avrebbe atteso pochi minuti e poi se ne sarebbe andata, le è andato a dire: “ se lei se ne va mi dà il suo biglietto?” ed era arrivato per ultimo!

4) I nostalgici: non sono apprezzati i turpiloqui ma nemmeno le frasi cariche di retorica che elogiano i “bei tempi andati” dove tutto funzionava alla perfezione: ora, anche noi siamo “retroiste” ma siamo ben consapevoli dei limiti e dei problemi sociali di ogni periodo storico, soprattutto quando si parla di una sessantina d'anni fa.. cari miei signori anziani, le frasi come: “ah una volta c'erano prima i doveri, adesso solo diritti!” indispettiscono la gioventù!

5) Inveire contro i funzionari: il problema di malfunzionamento è spesso da imputare alla carenza di personale, se un ufficio ha soli 2 impiegati questi, per quanto veloci, sono umani e non possono fare i salti mortali. Essere collaborativi, non peggiorare il livello di stress di queste persone che sono spesso sotto pressione per svariate ore al giorno: un sorriso anche per loro ci vuole!

Ed ora, come ingannare l'attesa in modo elegante? Semplice!

* portate sempre con voi in borsa un libro: quasi vi dispiacerà quando arriverà il vostro turno per non aver completato il capitolo ;)

*scrivete un sms ad una persona cara: quale migliore occasione per poter scrivere con estrema calma?

*Se la persona in fianco a voi ha un aspetto gioviale, perché non conversare?

*Stilate la lista delle cose da fare: ottimizzerete il tempo non appena sarete uscite.

*Fate un bilancio esistenziale: credete che si possa meditare solo in boschi da fiaba? Ragionate su di voi, su cosa state facendo, se ne siete soddisfatte, i vostri progetti per il futuro.. etc etc!

E voi? Vi siete imbattute in super maleducati? Cosa fate durante queste lunghe attese?

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12 commenti

  1. Fossero tutti educati come te, mia cara Martina! ;-) Lavoro "dall'altra parte del vetro" presso un ufficio pubblico e pur essendo di parte, ti assicuro che ormai siamo ben lontani dalla figura fantozziana dell'impiegato che allo scadere delle 6 ore si precipitava a timbrare il cartellino per poi "volare" a casa! Ogni giorno abbiamo a che fare con persone di una maleducazione ed arroganza estrema, da far rabbrividire persino un riccio, e sono una netta maggioranza purtroppo. Ecco, i tuoi consigli sarebbero perfetti, mi verrebbe quasi da appenderli in sala d'attesa per una più confortevole permanenza! :-)
    Un bacio :*

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    1. Cara Silvia, hai tutta la mia solidarietà! Oltre ai consigli appesi ci vorrebbe una spruzzata d'olio essenziale di lavanda per calmare i nervi.. sono sempre tutti così agitati! :) Un abbraccio!

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  2. Cara Martina, che bel tema e quante ne avrei da raccontare, come tutti del resto… In particolare, però, ricordo una mattina di quest'estate quando ho dovuto fare la fila alla ASL. La macchina che distribuiva i biglietti non era ancora attiva, ma in coda c'erano già cinque anziani pronti a scattare come atleti al colpo di pistola. Mi avvicino alla macchina e davanti a me si mette un «signore», arrivato notevolmente dopo, mi guarda, prende il biglietto ed io penso che cavallerescamente me lo porga, invece mi fa un sorrisetto alzando un angolo della bocca e torna a sedersi in attesa del «suo» turno. Basita non trovo la forza di reagire, mi mancano le parole e, soprattutto, voglio essere superiore a tanta piccineria e meschinità. In verità, gli ho augurato almeno una settimana di fughe in bagno! :)
    Fortunatamente non tutti i signori uomini sono pessimi come l'essere appena citato. Vedi quella volta che mi trovavo al supermercato ed avevo appena preso il bigliettino per fare la mia brava coda al bancone dei formaggi, quando mi si avvicina un anziano signore dall'espressione dolce e gentile, credendo avesse bisogno d'aiuto, accenno un sorriso e mi dispongo all'ascolto: «Signora, che numero ha?». Gli rispondo. «Prenda il mio!». Sorride e se ne va mentre la sottoscritta si scioglie in ringraziamenti manco le avesse staccato un assegno milionario. Grazie a quel Signore, sono passata davanti ad una decina di persone. A dirla tutta, non ero tanto contenta per il tempo guadagnato, quanto per la cortesia ricevuta. Non esagero se dico che mi capita di commuovermi sino alle lacrime per una gentilezza e questo perché, simili gesti, sono purtroppo sempre più rari. Martina forse esagero quando dico che non siamo più abituati alla cortesia da parte del prossimo?
    E dulcis in fundo, ecco la frase che ha pensato bene di incorniciare un simpaticissimo (cosa più unica che rara? No dai!) dipendente della temuta Agenzia delle Entrate: «Sagrinte nen!» che tradotto dal torinese significa non affliggerti, non preoccuparti più del necessario… Ho parlato solo di uomini... Donne scortesi? Troppe, magari ulteriormente involgarite da una sigaretta che penzola loro dalle labbra... oppure da litrate di profumo e squillanti griffes che si trascinano appresso come fanno con i cartelli pubblicitari gli uomini sandwich.

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    1. Cara Lia, gentiluomini come quello che hai incontrato tu sono sempre più rari, ma ci sono ed è giusto citare anche questi begli esempi di saper vivere! Agenzia delle Entrate ovvero luogo della collericità e concitazione: oggi ho vinto finalmente la mia battaglia mettendomi in fila prima dell'apertura, bisogna saper giocare d'anticipo! ;)
      Bisous!

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  3. Mi sono divertita molto nel leggere il tuo post, Marti! :)
    Ormai credo di conoscerti un po' e immagino la scena:
    Tu seduta, avvolta in un atteggiamento di accomodante compostezza con un interessante libro in mano, a cui fa da segnalibro il numero corrispondente al tuo turno, mentre le persone intorno a te spazientite sbuffano, si dimenano, sbraitano...

    Ecco in questi casi lo smartphone per me è vitale!
    Leggo, scrivo, navigo su internet...
    E alle volte il mio turno arriva davvero troppo in fretta :)

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    1. Cara Mari Mari alias MarinaD, ormai mi conosci proprio bene! :) Il biglietto col numero (che segnalava più di 40 persone in fila davanti a me)fungeva proprio da segnalibro! Ottimo anche il tuo smart phone.. l'importante è distrarsi! :)
      un abbraccio grande

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  4. Cara Marti, l'idea di immaginarsi in un bosco silenzioso mentre si è in fila è utilissima per i nervi e le energie positive, e poi c'è sempre la visualizzazione del bozzolo-specchio che ci circonda. è molto efficace...niente lo attraversa e tutto si riflette... e ritorna al mittente. Io però ammetto che di solito sbuffo...

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  5. Annita, l'immagine del bozzolo-specchio mi è sempre piaciuto molto. Ma tu sbuffi perchè sei perennemente in una pentola a pressione :)

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  6. Ciaooo mi e piaciuto tantissimo la foto dei.bimbi che fanno la fila alla cassetta postale.....
    Eh si bisogna fare le cose con calma...e io la buona educazione la pretendo...io mentre faccio la fila leggo il giornale city quello gratuito...poi vi dirò anche aspettare e stare fermini non e male....e tanto si vive una volta sola...e quindi pensiamo positivo e le regole elencate da te sono ottime....per fortuna non tutti siamo uguali e io ho trovato persone gentilissime agli sportelli postali....! C' e sempre una parte positiva in questo. Mondo!!!! ....ciao a presto Francesco

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    1. Hai ragione Francesco, c'è sempre una parte positiva per fortuna! ;)
      un abbraccio!

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  7. Che bel post! Sai che a volte trovo addirittura piacevole fare la fila? Ovviamente non devo avere troppa fretta... ma la trovo un'occasione per leggere, fermarmi a pensare e anche osservare (discretamente) la natura umana!
    Mari

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  8. Brava Mari ;) Non avevo dubbi sulla tua grazia nell'attesa :)
    Bisous!

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