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Eco: spesa consapevole- i mercatini biologici

lunedì, febbraio 03, 2014



Le poche volte che entro in un supermercato rimango sempre molto stupita dal modo di fare la spesa della gente. Lo sguardo apatico, il passo cadenzato che spinge il carrello in un binario immaginario che fa la serpentina tra le varie corsie. L’occhio scivola distrattamente verso l’alto e il basso soffermandosi talvolta nei colori fluorescenti o nei caratteri cubitale di una “super” offerta: il 3X2, il sottocosto, raddoppia i punti e via dicendo. Poca, pochissima, attenzione alla qualità. Cibi spesso molto elaborati, li olii e i conservanti più improbabili, i nomi più accattivanti. Soffro letteralmente nel vedere carrelli stipati di imballaggi che si tradurranno in rifiuti in meno di una settimana. Molti penseranno che non c’è alternativa, ma c’è eccome!
La prima tra tutte? Affidarvi a un mercatino biologico locale. A Modena, ad esempio, c’è il meraviglioso BiodiSera di via Panni dove i contadini e i produttori locali il venerdì pomeriggio vendono le loro prelibatezze. Al banco di frutta e verdura vado direttamente con una cassetta che riempio senza alcun imballaggio e la volta seguente è pronta per essere riutilizzata. Privilegiare il cibo sfuso e andare coi propri sacchetti/barattoli fa risparmiare tantissimi imballaggi. Poi volete mettere la bellezza di incontrare personalmente chi ha coltivato o preparato ciò che mangiate? Scegliere prodotti locali eviterà inoltre l’inquinamento dei trasporti e il cibo è più buono perché non è stato sballottato in città in città (e non è stato in un freezer..).
Insomma cipriaretroiste, se ancora non l’avete fatto vi invito a cercare un mercatino e poi mi direte.
Ps- per le amiche modenesi vi segnalo anche il BioPomposa il martedì e il sabato mattina.
Ps2 fuori tema- mi trovate anche su instagram come madamabianca

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2 commenti

  1. Cara Martina,
    una spesa consapevole, nel rispetto della nostra salute e dell'ambiente, dovrebbe essere un comportamento generalizzato, automatico ed ovvio. Purtroppo ci sono ancora tanti ostacoli che si frappongono al raggiungimento di un simile traguardo, in primis la mancanza di una corretta informazione: per molti bio ed eco sono solo etichette modaiole, roba da ricchi che possono permettersi di spendere il doppio su una comune spesa settimanale; vige ancora l'idea che «bio è caro» e tante volte pure «falso», dopotutto la sofisticazione si fa proprio sui cibi reputati più prestigiosi. Invece una spesa "sana" e di qualità può e deve essere all'insegna del risparmio, risparmio in quantità e in medicinali, ad esempio.
    L'idea che l'italiano medio ha di «qualità» poi, è ancora un discorso a parte...

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  2. Cara Lily, come non essere d'accordo con te? E' molto difficile da scardinare l'idea che il Bio non si trova solo in certe catene "luxury" di supermercato. Poi bisognerebbe proprio smetterla di comperare tutto confezionato ma qui aprirei il capitolo "autoproduzione" che mi riserbo per un prossimo post. ;) Felice domenica!

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