antropologia

GALATEO: I lamentosi

domenica, febbraio 22, 2015

Care cipriaretroiste, torno dopo parecchi mesi per conversare con voi di una categoria odiatissima al galateo: i lamentosi.


Il lamentoso è colui che fa della sua vita un dramma e trova sempre ragion per essere scontento.  E’ un’attitudine molto presente nel nostro Bel Paese, tanto che spesso ci si può trovare dinanzi a conversazioni tra lamentosi esilaranti dove i due fanno a gara a chi è il più “sfortunato”. Ma cerchiamo di delineare un profilo del lamentoso:
1)      Quando gli chiedi come sta non risponde mai “bene” e se lo fa è sempre accompagnato da un profondo sospiro.
2)      C’è sempre qualcosa che non va: se non è il lavoro è la famiglia, se non è l’amore sono gli amici, se non è nulla di questo… troverà qualcosa d’altro!
3)      E’ fortemente meteoropatico: non tollera la calura  estiva e l’afa, d’altronde è meglio il freddo, ma non troppo freddo. Non sopporta le giornate grigie, la pioggia poi non ne parliamo. Neve e e ghiaccio comportano la totale reclusione  in casa per non affrontare il mondo
4)      Quando capta un possibile ascoltatore-vittima lo riempie di informazioni dettagliate sulle sue sventure e soventemente può cercare soluzioni da un passante eretto al ruolo di oracolo.
5)      Subissa i poveri amici con telefonate- fiume paragonabili a vere  e proprie sedute psicanalitiche.
Cari lamentosi, mettetevi l’anima in pace. La vita non è mai perfetta per nessuno, è l’approccio che cambia, non le fortune/sfortune.  Aprite gli occhi, c’è un mondo meraviglioso là fuori e tante cose belle e positive di cui parlare.  O forse il vostro atteggiamento è scaramantico per aver paura di perderle, le vostre fortune?
E voi cipriaretroiste? Incappate spesso nei lamentosi?
Vi auguro uno splendido e positivo fine settimana!
MB

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10 commenti

  1. Ciao Marti! Mi ricorda molto una persona in cui mi imbatto ogni settimana dal lunedì al venerdì... Un abbraccio! Marus :-*

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  2. Ciao Marti! Mi ricorda molto una persona in cui mi imbatto ogni settimana dal lunedì al venerdì... Un abbraccio! Marus :-*

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    1. Cara Marus, pur non possedendo il dono della lettura del pensiero un'idea ce l'ho..
      coraggio!
      un abbraccio forte,
      M.

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  3. V‘è nel lagnarsi e piangere, / v‘è un‘ombra di piacer, ma struggersi e tacer / tutto è tormento.
    (Pietro Metastasio)
    Come vedi già si capiva che spesso è un atteggiamento....

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  4. ho notato, dalla mia esperienza, che sono spesso le persone che provengono dal Sud Italia , quelle che si lamentano sempre e, come scrivi, trovano comunque qualcoda di negativo da evidenziare....Mentre noto che questa brutta caratteristica non la trovo al nord, dove le persone pensano al meglio, a progetti, idee. cose da fare. Amano ridere e vivere al meglio. Anche con cose semplici.....Io sono toscana e odio le persone lamentose.......

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    1. Cara Lisetta, la diatriba sull'operosità nord/sud decisamente difficoltosa da risolvere: ho conosciuto indaffaratissimi e solari meridionali e pigri e fannulloni lamentosi nordici (e viceversa). Come amo la tua terra. Salutamela, la splendida Toscana.
      un abbraccio!
      M.

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  5. Cara Martina,
    accidenti, mi ero persa questa chicca di post... Sembra che Instagram abbia fagocitato tutto il nostro tempo libero... Entro in medias res: imbattersi nel tipo "lamentoso", prima o poi, capita a tutti, specie a quelle persone più pazienti e disposte all'ascolto che ne diventano le vittime predilette. Il lamentoso, di norma, non conversa, cerca solo un uditorio che lo approvi e lo comprenda, qualcuno a cui confidare le proprie disgrazie... Ricordo una lamentosa ipocondriaca che non si separava mai dai suoi rimedi omeopatici: sono rimasta impressionata dalla quantità di medicine che riempivano la sua borsa... Un altro lamentoso era solito piangere miseria e, ovviamente, ci avrebbe potute ricoprire entrambe d'oro... Credo che per persone come queste lamentarsi sia l'unica cifra espressiva per entrare in contatto col prossimo, a monte vedo un enorme bisogno di sentirsi accettate... Il lamentoso rientra, a mio avviso, tra quegli atteggiamenti che cronicizzano, da cui è difficile liberarsi. Come comportarsi con un lamentoso? Evitarlo come la peste, assecondarlo, minimizzare? Temo sia un'impresa disperata fargli notare che si lamenta di gamba sana e invitarlo a guardarsi intorno in cerca di persone gravate da problemi concreti... Del resto il lamentoso patologico un problema vero ce l'ha: si sente perseguitato e... finisce col perseguitare il prossimo. Non riesco a liquidarlo come un semplice "maleducato"...
    Un abbraccio Lily

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    1. Cara Lily, sono d'accordo con te, non si tratta di maleducati ma di inconsapevoli. Problemi "concreti": su questo punto faccio fatica poichè forse la grandezza di un problema è direttamente proporzionale alla sua percezione. Cosa ne dici?
      Ti auguro una gioiosa settimana,
      M.

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  6. Direi di sì... Concordo sul fatto che la gravità di un problema dipenda dalla sua percezione, anche se ci sono dei problemi oggettivamente seri che poco hanno a che spartire con questioni banali che, alla fine della fiera, irritano anche un po', ad esempio se un lamentoso mi piange miseria quando c'è gente che realmente non arriva a fine mese...
    Mi piace l'idea della settimana gioiosa, altrettanto a te Martina!

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